Gruppo affiatato di subacquei toscani, che ha organizzato, fotografato e filmato immersioni in toscana e liguria tra il 2006 ed il 2014.
domenica, marzo 23, 2008
lunedì, marzo 17, 2008
LE GORGONIE
Da diverso tempo sento parlare di Maurizio e dell’”Accademia Blu”,un ottimo diving che opera in tutta la costa livornese comprese le secche della Meloria che saranno uno dei parchi marini di prossima istituzione.
Beh, l’altra Domenica siamo andati proprio con questo a fare l’immersione delle “gorgonie”. Per i pigri, l’Accademia ha un ottimo gommone ed una barca entrambi coperti ,ormeggiati proprio davanti al diving che tornano una meraviglia, e si è ben riparati da qualunque condizione meteo. Ma torniamo a noi, io e Marco arriviamo a Livorno per le 8.30, e sul posto mattutini come nessuno ci sono già il Fede con Davide che ci aspettano. Appena il tempo di prepararci che prendiamo il mare,la giornata non è delle migliori, anzi, comincia a piovere ,ma sotto il tendalino del gommone non ce ne può fregare di meno inoltre i 200 cv del motore ci portano velocemente sul sito.Siamo solo noi 4 oltre Maurizio e Germana,l’assistente di superficie, quindi tutto si svolge nel massimo ordine e rapidi siamo in acqua.
La visibilità tutto sommato è buona e sul fondo cominciamo a vedere una distesa di gorgonie,purtroppo morte dopo la calura del 2003 ,ma parzialmente ricostituite. Più in profondità antenne di aragoste ragguardevoli spuntano dagli anfratti colonizzati a spugne e corallo,
quindi si ritrovano ancora i ventagli delle gorgonie ,adesso molto grandi e vive e che offrono sostegno ad altri organismi tra cui una stella gorgone ,non molto comune a queste profondità.

Si prosegue facendo quota per smaltire alcuni minuti di deco dirigendoci verso l’ancora fino ad iniziare la risalita poi ,una volta a bordo, veloci al porto per essere una volta tanto a casa ad un’ora decente.
Cosa dire di più; peccato per chi non c’era, per quelli che… ma Portofino è un’altra cosa, per “chi dorme non piglia pesci e ci lascia lo zampino ma impara a zoppicare“,insomma ,noi ci siamo divertiti ancora una volta ,gli altri…
Si prosegue facendo quota per smaltire alcuni minuti di deco dirigendoci verso l’ancora fino ad iniziare la risalita poi ,una volta a bordo, veloci al porto per essere una volta tanto a casa ad un’ora decente.
Cosa dire di più; peccato per chi non c’era, per quelli che… ma Portofino è un’altra cosa, per “chi dorme non piglia pesci e ci lascia lo zampino ma impara a zoppicare“,insomma ,noi ci siamo divertiti ancora una volta ,gli altri…
domenica, marzo 16, 2008
NEWS RELITTO "VITTORIA"
Genova 14 marzo 2008
COMUNICATO STAMPA
IDENTIFICATO IL RELITTO DEL RIMORCHIATORE DI FRAMURA: È IL
COLOSSO
Dopo 63 anni di attesa uno dei relitti più visitati della
Liguria ha finalmente un nome: COLOSSO.
Conosciuto localmente con il nome di VITTORIA, il COLOSSO
è stato identificato da Gianluca Mirto dopo quasi 10 anni
di ricerche storiche ed immersioni, in collaborazione con
Giorgio Spazzapan, Fabio Leonardi, Sergio Pivetta, Renzo
Bighetti, Achille Rastelli, Guido Alfano ed Alberto
Barattini.
Il rimorchiatore COLOSSO della classe V (VIGOROSO), fu
costruito presso i Cantieri del Q (Quarnaro) a Fiume su
ordine della Marina militare italiana e varato il 12
febbraio 1942.
Misurava 32,9 metri di lunghezza per 7,9 metri di larghezza
e montava una macchina a vapore da 1000 c.i. costruita dai
Cantieri Navali Riuniti di Ancona, del tipo a duplice
espansione ed alimentata a carbone.
Tra gli episodi che caratterizzarono le sue missioni c'è
da ricordare il rimorchio della mn VIMINALE il 23 gennaio
del 1943 da Palermo a Taranto con passaggio per Messina. In
tale episodio il COLOSSO rischiò di affondare trascinato
sul fondo dalla stessa mn VIMINALE bersaglio delle
attività aeree alleate.
Dopo l'8 settembre 1943 fu preda bellica tedesca a Genova
ed armato con due nuove postazioni: a prora con una
mitragliatrice ed a poppa probabilmente con un cannone
Bofors da 40 mm, che oggi sfortunatamente non sono più
presenti sul relitto.
Nell' aprile del 1945 il COLOSSO fu affondato da un
attacco aereo alleato, non è ancora chiara la dinamica che
portò all'affondamento.
L'esplorazione del relitto non evidenzia tracce di
bombardamento o siluramento per cui la causa
dell'affondamento più probabile è da ricercarsi nel
trascinamento sul fondo da parte delle stesse chiatte
rimorchiate, vero obbiettivo dell'attacco aereo.
A dimostrazione di questa ricostruzione alcuni elementi del
relitto stesso, in particolare la compressione e
schiacciamento verso il basso degli osteriggi della sala
macchine causato dalla anomala tensione del cavo di
rimorchio.
Il relitto del COLOSSO, meta di decine di visitatori
subacquei ogni anno è posizionato nella meravigliosa baia
prospiciente Reggimonti, compresa tra Bonassola e Framura, a
circa 0,5 mn a Nord/Nord Ovest dalla Punta di Monte Grosso.
L'identificazione è rimasta incerta per tutto questo tempo
in quanto l' USMM (Ufficio Storico della Marina Militare) lo
indicava come affondato "a Genova" nonostante il Portolano
n.1 del 1947 ne segnalasse esplicitamente il relitto anche
se su Punta Mesco.
Di notevole interesse storico, il relitto è oggi
l'ultimo esemplare di rimorchiatore della Classe V (VIGOROSO).
Gianluca Mirto.
(----------------------------------------------------------------------------------)
Pubblico questa notizia dell'ultima ora e ho inserito le immagini con le relative coordinate; ricordo anche che sul sito "Relitti.it",dello stesso Gianluca Mirto,
http://www.relitti.it/relitti/generale/relitto.asp?IDRelitto=1358&relitto=COLOSSO
si possono vedere alcune immagini del relitto, mentre come riferimento per le immersioni il sito sottostante è quello relativo al diving di Framura da cui è stata tratta l'immagine qui sotto.

http://digilander.libero.it/qqcoco/flagabba/
COMUNICATO STAMPA
IDENTIFICATO IL RELITTO DEL RIMORCHIATORE DI FRAMURA: È IL
COLOSSO
Dopo 63 anni di attesa uno dei relitti più visitati della
Liguria ha finalmente un nome: COLOSSO.
Conosciuto localmente con il nome di VITTORIA, il COLOSSO
è stato identificato da Gianluca Mirto dopo quasi 10 anni
di ricerche storiche ed immersioni, in collaborazione con
Giorgio Spazzapan, Fabio Leonardi, Sergio Pivetta, Renzo
Bighetti, Achille Rastelli, Guido Alfano ed Alberto
Barattini.
Il rimorchiatore COLOSSO della classe V (VIGOROSO), fu
costruito presso i Cantieri del Q (Quarnaro) a Fiume su
ordine della Marina militare italiana e varato il 12
febbraio 1942.
Misurava 32,9 metri di lunghezza per 7,9 metri di larghezza
e montava una macchina a vapore da 1000 c.i. costruita dai
Cantieri Navali Riuniti di Ancona, del tipo a duplice
espansione ed alimentata a carbone.
Tra gli episodi che caratterizzarono le sue missioni c'è
da ricordare il rimorchio della mn VIMINALE il 23 gennaio
del 1943 da Palermo a Taranto con passaggio per Messina. In
tale episodio il COLOSSO rischiò di affondare trascinato
sul fondo dalla stessa mn VIMINALE bersaglio delle
attività aeree alleate.
Dopo l'8 settembre 1943 fu preda bellica tedesca a Genova
ed armato con due nuove postazioni: a prora con una
mitragliatrice ed a poppa probabilmente con un cannone
Bofors da 40 mm, che oggi sfortunatamente non sono più
presenti sul relitto.
Nell' aprile del 1945 il COLOSSO fu affondato da un
attacco aereo alleato, non è ancora chiara la dinamica che
portò all'affondamento.
L'esplorazione del relitto non evidenzia tracce di
bombardamento o siluramento per cui la causa
dell'affondamento più probabile è da ricercarsi nel
trascinamento sul fondo da parte delle stesse chiatte
rimorchiate, vero obbiettivo dell'attacco aereo.
A dimostrazione di questa ricostruzione alcuni elementi del
relitto stesso, in particolare la compressione e
schiacciamento verso il basso degli osteriggi della sala
macchine causato dalla anomala tensione del cavo di
rimorchio.
Il relitto del COLOSSO, meta di decine di visitatori
subacquei ogni anno è posizionato nella meravigliosa baia
prospiciente Reggimonti, compresa tra Bonassola e Framura, a
circa 0,5 mn a Nord/Nord Ovest dalla Punta di Monte Grosso.
L'identificazione è rimasta incerta per tutto questo tempoin quanto l' USMM (Ufficio Storico della Marina Militare) lo
indicava come affondato "a Genova" nonostante il Portolano
n.1 del 1947 ne segnalasse esplicitamente il relitto anche
se su Punta Mesco.
Di notevole interesse storico, il relitto è oggi
l'ultimo esemplare di rimorchiatore della Classe V (VIGOROSO).
Gianluca Mirto.
(----------------------------------------------------------------------------------)
Pubblico questa notizia dell'ultima ora e ho inserito le immagini con le relative coordinate; ricordo anche che sul sito "Relitti.it",dello stesso Gianluca Mirto,
http://www.relitti.it/relitti/generale/relitto.asp?IDRelitto=1358&relitto=COLOSSO
si possono vedere alcune immagini del relitto, mentre come riferimento per le immersioni il sito sottostante è quello relativo al diving di Framura da cui è stata tratta l'immagine qui sotto.

http://digilander.libero.it/qqcoco/flagabba/
Il blog e' fermo !!!!!!..................., ma dove sono andati i subnormali...............?????
Non posso dire che da parte mia ci sia stata, (negli ultimi tempi),una grande partecipazione ,
Ma la colpa non e' di nessuno , ci si e' messo il tempo , il mare, e alcune cose che non mi sono andate molto bene ......va be'...........andra' meglio...........
Comunque credo che qualcuno sicuramante,stara' affilando gli erogatori , oliando la muta e le pinne , io (tra' virgolette ) sono tra quelli.
Pultroppo non posso ancora dire di essere a posto , ma passera' , e allora non mi fermera ' neanche un'onda anomala.
Come dico sempre........ mai mollare...........
Ciao e alla prossima
Approposito.......................................... bei me' tempi................................
Non posso dire che da parte mia ci sia stata, (negli ultimi tempi),una grande partecipazione ,
Ma la colpa non e' di nessuno , ci si e' messo il tempo , il mare, e alcune cose che non mi sono andate molto bene ......va be'...........andra' meglio...........
Comunque credo che qualcuno sicuramante,stara' affilando gli erogatori , oliando la muta e le pinne , io (tra' virgolette ) sono tra quelli.
Pultroppo non posso ancora dire di essere a posto , ma passera' , e allora non mi fermera ' neanche un'onda anomala.
Come dico sempre........ mai mollare...........
Ciao e alla prossima
domenica, febbraio 24, 2008
Fantastica Calafuria
Questa settimana mi sono già saltati 2 tuffi,ma questa mattina o con Mauraccio, o con Spydy e Renato il tuffo è garantito.
Mauraccio porta un paio di amici che provano per la prima volta la stagna e mi dice che non vorrebbe rovinarmi il tuffo,così mi accordo con Federico per trovarci alle 8,45 alla torre, direttamente da Renato.
Giunto a Calafuria ,già invasa dai sub, incontro gli altri ma mancano ancora Ilaria ed il Maggiani che fido delle sveglie e attento all’ora della sua clessidra ,ma spesso per esser certo dell’orario pianta anche un paletto a terra disegnando una meridiana con la bussola, arrivano ben oltre le 9.30.

L’acqua sembra cristallo, dall’alto del diving si vedono distintamente le rocce e il fondale, Renato e Fede col rebrehater scendono la scogliera davanti a noi 3 con il mono da 15 litri .
Sotto la superficie nuvole di castagnole sovrastano le rocce mentre piccole flabelline ,
lumache pellegrine,ed altri nudibranchi trovano sostegno sulle alghe o piccole piante.
Più avanti cominciano ad apparire i gigli di mare
poi il corallo che con le spugne qui la fan da padrone.Una grande murena si cela dietro un masso
poi, in una piccola nuvola di fango ,spaventata sparisce a gran velocità.Io controllo il manometro, non vorrei ma la durata dell’immersione deve essere improntata su di me che sono quello che ha il maggior consumo, segnalo 120 bar e cominciamo il ritorno. Lungo il tragitto troviamo una grande e vecchia ancora tipo ammiragliato
completamente concrezionata poi sempre più verso il basso fondale uno “strano” animale;
forse una colonia di ascidie quindi si comincia a smaltire la deco circa 5min
puntando verso il vecchio alveo fluviale dove riemergiamo dopo 60 minuti di immersione alla temperatura di 13°c.
Devo rientrare a casa rapidamente ,soltanto il tempo dei saluti e la promessa a Renato di andarlo a trovare il primo giorno che posso fuggire dal lavoro per ripetere l’immersione.
Mauraccio porta un paio di amici che provano per la prima volta la stagna e mi dice che non vorrebbe rovinarmi il tuffo,così mi accordo con Federico per trovarci alle 8,45 alla torre, direttamente da Renato.
Giunto a Calafuria ,già invasa dai sub, incontro gli altri ma mancano ancora Ilaria ed il Maggiani che fido delle sveglie e attento all’ora della sua clessidra ,ma spesso per esser certo dell’orario pianta anche un paletto a terra disegnando una meridiana con la bussola, arrivano ben oltre le 9.30.
L’acqua sembra cristallo, dall’alto del diving si vedono distintamente le rocce e il fondale, Renato e Fede col rebrehater scendono la scogliera davanti a noi 3 con il mono da 15 litri .
Sotto la superficie nuvole di castagnole sovrastano le rocce mentre piccole flabelline ,
Devo rientrare a casa rapidamente ,soltanto il tempo dei saluti e la promessa a Renato di andarlo a trovare il primo giorno che posso fuggire dal lavoro per ripetere l’immersione.
lunedì, febbraio 18, 2008
GROTTA DEL BOCCALE
Località: Calafuria
Mi trovo a Calafuria per un tuffo un po’ diverso dal solito, si oggi la compagnia è diversa . Ho appuntamento con Mauro (Mauraccio,non il Baronetto),Massimo, Stefano e Roberto,
sono sub che conoscono molto bene la zona e decidono di fare il tuffo al Boccale direttamente di fronte al “Triton“ dove noleggiamo anche le bombole. Scendiamo su un fondale di circa 12 mt e proseguiamo fino in cigliata dove raggiungiamo una quota di 36/37mt
passando tra alcune grandi rocce adagiate su un fondale misto di sabbia/fango.La visibilità è molto buona ,oltre 10mt mentre la temperatura è stabile a 12°C .Incontriamo subito due flabelline
quindi scendendo ancora un po’ in profondità le colonie di corallo si mostrano sempre più grandi e rigogliose fino a colonizzare totalmente ,insieme alle spugne canna,
tutte le superfici rocciose costituendo l‘habitat ideale per alcune splendide (azz… e buone) aragoste.

Intanto Massimo continua a guidare l’immersione puntando come promesso verso la tana di un grosso grongo che disturbato da troppi sub questa volta non se l’è sentita di uscire allo scoperto, è giusto anche così. E’ la volta di dirigerci verso la “famigerata” grotta ,almeno per me che ne ho sempre sentito parlare senza mai vederla ;
l’imboccatura è ampia e Mauro mi spinge ad entrarvi .
Sono un po’ titubante , il computer comincia a segnarmi una leggera deco ,comunque entriamo.
Anche l’interno è abbastanza spazioso e poco dopo l’ingresso si vede subito in alto il blu abbagliante dell’uscita. La volta è totalmente colonizzata,la mia attenzione è rivolta più a non scontrarla con la bombola o con gli erogatori che ad ammirarne la vita anche se la trovo comunque splendida e colorata;spero di ritornarvi presto,
adesso sono ansioso di salire qualche metro per consumare meno aria e smaltire un po’ di azoto accumulato.
Guardo la bussola,stiamo rientrando, anche la profondità sta diminuendo e questo mi tranquillizza notevolmente,quando non conosci i tuoi compagni, i loro consumi, un minimo di tensione è normale ,ma adesso sono certo della mia scorta d’aria.Una grossa murena fa capolino dalla tana,
mi fermo a fotografarla,quindi si prosegue. Siamo ormai vicini all’uscita ,ancora poche pinneggiate e di fronte a noi nel basso fondale antistante il Triton un branco di avannotti sembra attenderci all’uscita dall’acqua, l’ultimo scatto e ad uno ad uno risaliamo a terra .

I saluti,quattro chiacchiere mentre sistemiamo le attrezzature ed è già ora di tornare a casa con la voglia della prossima immersione.Mi hanno parlato molto bene de “l’isola”; quanto tempo passerà secondo voi?
Mi trovo a Calafuria per un tuffo un po’ diverso dal solito, si oggi la compagnia è diversa . Ho appuntamento con Mauro (Mauraccio,non il Baronetto),Massimo, Stefano e Roberto,
Intanto Massimo continua a guidare l’immersione puntando come promesso verso la tana di un grosso grongo che disturbato da troppi sub questa volta non se l’è sentita di uscire allo scoperto, è giusto anche così. E’ la volta di dirigerci verso la “famigerata” grotta ,almeno per me che ne ho sempre sentito parlare senza mai vederla ;
Sono un po’ titubante , il computer comincia a segnarmi una leggera deco ,comunque entriamo.
I saluti,quattro chiacchiere mentre sistemiamo le attrezzature ed è già ora di tornare a casa con la voglia della prossima immersione.Mi hanno parlato molto bene de “l’isola”; quanto tempo passerà secondo voi?
sabato, febbraio 16, 2008
Framura 15 Febbraio 2008
Località: Framura (15-02-2008)
Partecipanti: Mauro (Baronetto), Vittorio (Archimede), Alex (Barbiero)

Sono circa le 20:45 e siamo già a Framura.
Direi che fa abbastanza fresco, la temperatura è di circa 5 gradi, ma un cielo stellato e la luna piena ci fanno procedere senza indugi.
Ci cambiamo alla svelta e dopo che aver chiuso la cerniera dalla stagna ad Alex, mi sorbisco le lamentele di quest'ultimo che si lamenta contestando che l'avevo fatto male.
Arriva allora Vittorio che dice ridacchiando," Alex chiudimela tu che io di Mauro non fido!"
Sono passate da poco le nove e siamo già in acqua.
Subito Vittorio esordisce con un, "Mamma come si è rinfrescata!".
Io ed Alex ci guardiamo stupiti in quando non sentiamo nulla di particolare.
Si parte, accendiamo le nostre torce e si inizia a scendere. Intando uno di noi sente un gelido brivido percorrere le sue spalle e scendere giù.
Ma chi sara??????
La visibilità è accettabile, anche si sperava qualcosa di meglio. Vedo un piccolo paguro con gli occhi verde smeraldo tra due sassi e mi ingegno come fotografarlo in macro.
Una piccola murena fa capolino da un buchetto.


Si procede verso la parete principale, dove una bella Flabellina è in una posizione ottimale per un serie di foto.





Vittorio intanto comincia a fare vistosi segni di avere freddo e ci chiede di prendere la strada del ritorno. Io mi continuo a chiedere il perchè, siamo solo a 25 minuti di immersione e la mia condizione termica è assolutamente confortevole.

Si ritorna velocemente giusto il tempo di beccare questa Alicia Mirabilis, e Vittorio mostra sempre di più il desiderio impellente di uscire dall'acqua.
Mi fa segno di guardare se abbia buchi sulla stagna, io in un primo momento non vedo nulla, poi .... Alzo lo sguardo e vedo lo cerniera chiusa male è aperta per 2 centimetri ed una serie di bollicine escono dalla muta tipo pietra porosa dell'acquario. L'immersione di chiude quindi alla svelta e si risale.

Eccolo prima della fase di ascigatura e strizzatura.
Per fortuna aveva il cambio completo, mutande e calzini compresi, .....
Finalmente è l'ora di andare a mangiare qualcosa e trovare un posto o qualcosa di meglio che ci possa scaldare e rinfocillare.
Mauro (Baronetto)
Partecipanti: Mauro (Baronetto), Vittorio (Archimede), Alex (Barbiero)

Sono circa le 20:45 e siamo già a Framura.
Direi che fa abbastanza fresco, la temperatura è di circa 5 gradi, ma un cielo stellato e la luna piena ci fanno procedere senza indugi.
Ci cambiamo alla svelta e dopo che aver chiuso la cerniera dalla stagna ad Alex, mi sorbisco le lamentele di quest'ultimo che si lamenta contestando che l'avevo fatto male.
Arriva allora Vittorio che dice ridacchiando," Alex chiudimela tu che io di Mauro non fido!"
Sono passate da poco le nove e siamo già in acqua.
Subito Vittorio esordisce con un, "Mamma come si è rinfrescata!".
Io ed Alex ci guardiamo stupiti in quando non sentiamo nulla di particolare.
Si parte, accendiamo le nostre torce e si inizia a scendere. Intando uno di noi sente un gelido brivido percorrere le sue spalle e scendere giù.
Ma chi sara??????
La visibilità è accettabile, anche si sperava qualcosa di meglio. Vedo un piccolo paguro con gli occhi verde smeraldo tra due sassi e mi ingegno come fotografarlo in macro.
Una piccola murena fa capolino da un buchetto.

Si procede verso la parete principale, dove una bella Flabellina è in una posizione ottimale per un serie di foto.





Vittorio intanto comincia a fare vistosi segni di avere freddo e ci chiede di prendere la strada del ritorno. Io mi continuo a chiedere il perchè, siamo solo a 25 minuti di immersione e la mia condizione termica è assolutamente confortevole.

Si ritorna velocemente giusto il tempo di beccare questa Alicia Mirabilis, e Vittorio mostra sempre di più il desiderio impellente di uscire dall'acqua.
Mi fa segno di guardare se abbia buchi sulla stagna, io in un primo momento non vedo nulla, poi .... Alzo lo sguardo e vedo lo cerniera chiusa male è aperta per 2 centimetri ed una serie di bollicine escono dalla muta tipo pietra porosa dell'acquario. L'immersione di chiude quindi alla svelta e si risale.

Eccolo prima della fase di ascigatura e strizzatura.
Per fortuna aveva il cambio completo, mutande e calzini compresi, .....
Finalmente è l'ora di andare a mangiare qualcosa e trovare un posto o qualcosa di meglio che ci possa scaldare e rinfocillare.
Mauro (Baronetto)
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