sabato, novembre 03, 2007

PETROLIERA HAVEN

Una superpetroliera capace di trasportare più di 250.000 tonellate di greggio. È questa la Haven, costruita nel 1973 e affondata il 14 aprile del 1991: protagonista del più grave incidente ambientale mai verificatosi nel Mar Mediterraneo.

La petroliera Amoco Milford Haven, in seguito ribattezzata Haven, quarta di una serie di quattro navi gemelle, fu costruita presso i cantieri Asterillos Espanoles di Cadiz (Spagna) e consegnata nel 1973 alla Amoco Transport Company di Chicago immatricolata sotto bandiera liberiana. Fu impiegata sulla rotta Golfo Persico – Indonesia sotto la gestione del gruppo Troodos Maritime International SA di Montecarlo (Monaco). Nel marzo del 1988, partita da Ras Tanura (Arabia Saudita) con un carico di greggio e diretta a Teluk Semanka (Indonesia), fu colpita al largo di Dubai (Emirati Arabi Uniti) da un missile Exocet sparato da una motovedetta iraniana, riportando gravissimi danni al fasciame dei fianchi e del fondo, al ponte di coperta, alla sovrastruttura poppiera ed al motore di propulsione.
Durante il trasferimento a Singapore per l’esecuzione dei lavori di riparazione, che si protrassero dal luglio 1988 al dicembre 1990, la Haven subì un attacco da parte di una imbarcazione di pasdaran, guerriglieri integralisti iraniani.
Dopo il completamento dei lavori e l’esecuzione delle prove di navigazione, la nave, ripartita a pieno carico il 10 gennaio 1991, fece rotta verso l’Europa via Capo di Buona Speranza. Giunse a Genova l’8 marzo e rimase ancorata in rada sino al 7 aprile. Dal 7 al 9 aprile la Haven si ormeggiò alla piattaforma a mare del Porto Petroli per una discarica parziale del greggio, per tornare quindi in rada.
L’11 aprile il disastro. Nelle sue cisterne al momento dell’incidente erano stivate circa 144.000 tonnellate di petrolio greggio Heavy Iranian Oil e più di 1.200 tonnellate di combustibile per la propulsione della nave.La Haven era una superpetroliera di tipo VLCC (Very Large Crude Carrier), ossia nave cisterna di grandissime dimensioni adibita al trasporto di greggio, da 232.166 tonnellate di portata lorda e 344 m di lunghezza fuori tutto .Era munita di tre cisterne centrali e dieci cisterne laterali, per una capacità totale di carico di quasi 284.000 m3 (cisterne 1C, 3C e 4C centrali; cisterne 1P, 2P, 3P, 4P e 5P di sinistra; cisterne 1S, 2S, 3S, 4S e 5S di dritta). Tra le cisterne del carico centrali era inserita la cisterna 2C per la zavorra.


L’11 aprile 1991, alle 12.30 circa, davanti al porto petroli di Genova Multedo, si verifica un'esplosione a bordo della superpetroliera Haven durante un'operazione di travaso di greggio dalla stiva 1 (a prua) alla stiva 3 (a centro nave).
L’esplosione fa saltare parte della coperta a prua della nave, e il pezzo staccato lungo 100 m (coperta prodiera) sprofonda sul fondale a 94 m di profondità davanti a Genova Voltri. L’imbarcazione alla deriva prende fuoco e il greggio inizia a bruciare.

Il giorno successivo cominciano i primi interventi per bloccare la chiazza di petrolio in fiamme che fuoriesce dalle cisterne. Il rimorchiatore Olanda aggancia la nave dal timone di poppa e inizia ad avvicinarla alla costa. Nel corso dell’operazione si stacca la parte di scafo di prua (troncone di prua, lungo circa 100 m e contenente 3 cisterne) che è rimasta priva di coperta, e sprofonda a 460 m di profondità.

Alle ore 9.35 del 13 aprile, dalla nave ancora in fiamme (lunga ora 220 m e parzialmente sprofondata e inclinata verso dritta), si ode un forte boato seguito da altre esplosioni. Rimorchiatori e bettoline scaricano intorno alla Haven acqua e solvente mentre il petrolio raggiunge le spiagge.

Il mattino del 14 aprile, in seguito ad una serie di esplosioni con perdita di greggio, la Haven affonda completamente ad un miglio e mezzo dal porto di Arenzano e si posa sul fondo alla profondità di 80 metri leggermente inclinata sul fianco di dritta (relitto principale).


Tra i trentasei componenti dell'equipaggio si contano cinque morti, compreso il capitano Petros Grigorakakis. Più di 140.000 tonnellate di idrocarburi vengono liberate nell’ambiente: è il più grave disastro ambientale mai avvenuto nel Mediterraneo.

1 commento:

Alex (Barbiero) ha detto...

Vitto ma manca il racconto dell'immersione e anche le foto del tuffo eeeeeeeeeeee non c'è piu gli uomini di una volta

L'ISOLA-CALAFURIA.....SUBNORMALE PER SEMPRE!!!

Visto che nessuno più pubblica sul blog dei subnormali appena ho qualche media lo faccio io- Immersione da terra a Calafuria.... Dopo una ...