
In un prossimo futuro, durante le immersioni,
potremmo essere soggetti a controlli severi
per verificare il nostro livello di narcosi…..
Gruppo affiatato di subacquei toscani, che ha organizzato, fotografato e filmato immersioni in toscana e liguria tra il 2006 ed il 2014.
è anche per la vostra sicurezza che dal 23 al 25 Novembre scorsi c’è stato il 17° congresso della SIMSI, Società Italiana di Medicina Subacquea ed Iperbarica, un evento biennale che questa volta si è tenuto a Livorno, all’interno dell’Accademia Navale. Ora, chi segue i miei corsi sa che la mia formazione medica inizia proprio con l’ingresso in Accademia in qualità di allievo Medico, dunque non avete idea dell’emozione a tornarvi da relatore.
Tre giorni di lavoro molto intensi che, come al solito, sono stati divisi in una parte dedicata alla medicina iperbarica, dunque alle applicazioni dell’ossigeno per patologie specifiche, ed una più specifica per la medicina subacquea. Come potete immaginare in questo ambito la subacquea ha uno spazio minore, ma non poi così tanto. La ricerca e dunque i finanziamenti, pochi in generale, sono dirottati verso quegli argomenti che più frequentemente trovano riscontri clinici. E poiché si muore ancora tanto per intossicazione da monossido di carbonio direi che è giustificato approfondire l’impegno in questo senso rispetto ad altri settori meno frequentemente a rischio.
Siamo arrivati finalmente all'epilogo della storia del nostro fantomatico amico Marco, ...non ci sono delitti e colpevoli da svelare, ma qualche colpo di scena l'ho riservato comunque!!
Un caro amico, Stefano in arte "MEHA"
Continua…..



Ma adesso vediamo l’altro componente principale dell’aria, cioè l'ossigeno, questo è il carburante essenziale per il nostro organismo, è il gas che sostiene la vita, terapeutico per eccellenza, e i suoi numerosi pregi possono essere utilizzati nel trattamento di un subacqueo infortunato.
Il fenomeno viene studiato da molti decenni sia dai fisici sia dalle organizzazioni subacquee. Il limite di tolleranza del nostro corpo è stabilito a una pO2 di 1,6 bar, che corrisponde al livello consigliato di molte didattiche per le immersioni ad aria. Ma questo unico valore non è esaustivo, poiché anche il tempo di esposizione alla pressione gioca il suo ruolo: con una pO2 costante di 1,6 bar, il tempo di esposizione dovrebbe essere superiore a quarantacinque minuti affinché il pericolo di intossicazione da ossigeno possa manifestarsi. Ecco perché alcune organizzazioni subacquee, per una maggiore sicurezza, consigliano di limitare la pO2 a 1,4 bar, una differenza che può sembrare minima ma che riporta il rischio di iperossia a un tempo di esposizione costante di 150 minuti. Un limite evidentemente molto lontano dalla possibilità di interessarci nelle immersioni ricreative, ma che resta monitorato con attenzione sia attraverso le tabelle di esposizione all'ossigeno, le quali permettono di calcolare ciò che viene definito il "CNS Clock", l'orologio di esposizione del sistema nervoso centrale, sia dai computer subacquei, sempre più spesso integrati con programmi predisposti per l'aria arricchita.

Venerdì stessa storia con Mauro; il Barbiero non viene che è ancora senza muta (2 mute stagne che gli fanno acqua c…z, è da guinnes dei primati) e poi è carico di lavoro. Tra taglio piega, colore ecc,non riesce a finire , si lamenta e vorrebbe portarsi il lavoro (e le clienti ) a casa. In pomeriggio và a dargli una mano (forse in faccia )anche sua moglie.
All’uscita del canale troviamo una alicia mirabilis , poi ,subito appena girato lungo la parete un polpo si nasconde nella tana e sopra di lui ,tra margherite di mare , spugne e attinie , una murena fa capolino di fronte a noi in compagnia dei suoi amici gamberi pulitori.
Tra gli anfratti incontriamo anche una musdea mentre non riesco a trovare la tana di un grosso grongo che ho visto con Federico due giorni addietro .
Un racconto simpatico e scherzoso che è nato da alcune mie riflessioni e immaginazioni della vita di un subacqueo moderno.
Molti si sono ispirati al mitico maggiolino per realizzare di tutto un po’: Giocattoli, Siepi, Dolci, Sculture, perfino un lettore CD!!
L'impresa nata per scomessa di due appassionati Bolognesi che il 16 giugno 1963 attraversarono con un maggiolino lo stretto di Messina impiegando 38 minuti per percorrere i 7 chilometri del braccio di mare che separa la costa calabrese da quella siciliana.
Nonostante le notevoli differenze tra le varie classi in cui vengono divisi è sempre possibile trovare delle caratteristiche che li accomunano e delle omologie anatomiche, questo accade perché i Molluschi discendono tutti da un medesimo progenitore che possedeva un mantello (duplicatura cutanea che riveste il sacco viscerale) attraversato da un tubo digerente con all'inizio una bocca seguita da uno stomaco e con un ano alla fine.
Bene appena arrivati scappa l’operazione colazione con cappuccino e Brioche, consigliatissimo prima d’ogni immersione, poi tutti a vestirsi e a preparare le nostre attrezzature, tanto per cambiare il Gavriol e sempre l’ultimo, e non trova una cosa, poi non trova l’altra era un po’ svampito in compenso ha imparato a scattare delle belle foto.
Partiamo, inizia il breafing prima doveva essere Testa del leone, poi il mare leggermente mosso ha fatto cambiare direzione, tutti a secca Gonzati o Carega, i nostri fantastici due France e il Gavriol sfoderano il loro tesserino Regione Liguria, così facendo eravamo liberi di farci l’immersione in totale relax perché le guide erano loro.
Iniziamo la discesa quando ai miei occhi si presenta una scena raccapricciante, avete presente il prosciutto sottovuoto nei banchetti dei supermarchet? Bene quello era il gavriol lo guardo bene com’e girato e poi capisco che aveva la FRUSTA DELLA STAGNA STACCATA, dopo che mi ha firmato la cessione di tutti i suoi beni, decido di passargli la frusta, una volta che ha ripreso l’essembianze umane e che mi dà l’Ok iniziamo questa favolosa immersione.









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Domenica 29 ottobre 2006 presso il bellissimo Resort Cà del Moro di Pontremoli in Lunigiana si è svolto un interessante meeting sulla “sicurezza subacquea” organizzato dal club Scubateknica di Pistoia con il relatore Dr. Alberto Fiorito, Ufficiale Medico della Marina Militare ed esperto in medicina subacquea ed iperbarica.
Tra i molti argomenti trattati in maniera dettagliata, ma di facile comprensione, si è parlato anche della corretta alimentazione che si dovrebbe tenere, sia in forma preventiva degli incidenti subacquei, ma anche per il naturale benessere della vita quotidiana di sub e non sub, infatti dopo una prima parte di corso durato circa tre ore, intervallato da un piccolo break per l’aperitivo, alle 13,00 abbiamo potuto gustare un ottimo e abbondante pranzo ma obbligatoriamente a base di prodotti biologici!
Posso constatare che un corso approfondito di questo genere è estremamente utile e va a completare tutte quelle informazioni che si acquisiscono durante i corsi standard delle varie didattiche, mettendo a nudo, con approfondimenti e chiarimenti dettagliati, alcuni aspetti della sicurezza in immersione, che a mio avviso fanno riflettere e capire in modo più logico i possibili pericoli, le vere cause e il perché si possono manifestare alcuni incidenti durante l’attività subacquea. …..anche se ricreativa!
il Dott. Alberto Fiorito si è laureato in Medicina e Chirurgia nell’anno 1985 presso l’Università degli Studi di Pisa e si è successivamente specializzato in Medicina del Nuoto e delle Attività Subacquee. Ufficiale Medico in Servizio permanente effettivo della Marina Militare, ha prestato servizio presso il Comando Raggruppamento Subacquei ed Incursori dal 1986 al 1998, conseguendo il brevetto di Specializzazione in Fisiopatologia del Lavoro Subacqueo. Nell’anno 1992 ha frequentato un Master di Medicina Subacquea ed Iperbarica presso la Marina Militare degli Stati Uniti. E’ attualmente Capo Servizio Sanitario delle Unità per la Ricerca Subacquea della Marina Militare ed è stato per molti anni Docente nella Scuola di Specializzazione in Medicina del Nuoto e delle Attività Subacquee della Università di Chieti. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche è stato più volte relatore in Congressi tenutisi in Italia ed all’estero. 



Le Carte nautiche inglesi parlano di 1100 isole, le guide di 1900, ma nessuno ha mai potuto contarle una ad una.
Rigenerate dopo il fenomeno di sbiancamento del corallo avvenuto in seguito al Nino che nel 98 ha causato l’innalzamento della temperatura del mare di 5 gradi, rigenerate dopo lo Tsunami del 2004, che gettò un ombra nella reputazione paradisiaca dell’arcipelago, tornando ora al primo posto nell’immaginario collettivo.Visto che nessuno più pubblica sul blog dei subnormali appena ho qualche media lo faccio io- Immersione da terra a Calafuria.... Dopo una ...