Quanto incidono la discesa ed il tempo di fondo sulla successiva decompressione? Una discesa rapida è utile per schiacciare le microbolle, sempre presenti nel nostro organismo. Cosa succede se, invece, si raggiunge il fondo con calma, per esempio in sette-otto minuti? I tessuti che assorbono l'azoto un po’ più lentamente cominciano a caricare il gas inerte già mentre ci avviciniamo al fondo. In genere questo non è un problema, ma nelle immersioni più impegnative, conviene pianificare l'immersione in modo che l'accumulo dell'azoto avvenga mentre rimaniamo alla massima profondità, quindi è preferibile una discesa rapida e diretta verso il fondo.Analizziamo la decompressione:
i modelli classici (sui quali sono basati le tabelle della U.S. Navy ed i computer con il programma di Bulhmann o Haldane modificato) calcolano matematicamente la quantità di azoto disciolto in un compartimento (simulazione di un tessuto) che il ricercatore ha scelto come punto di riferimento per i calcoli in base ad una serie di parametri:
durata dell'immersione, profondità e miscela respirata, più recentemente anche temperatura dell'acqua e consumo d'aria.
Poi il computer (ma il discorso vale anche per le tabelle, dove i calcoli sono stati fatti a tavolino) verifica la possibilità di risalire direttamente in superficie con il presupposto che, in media, il nostro organismo tollera il doppio dell'azoto normalmente presente prima dell'immersione. Se il calcolo evidenzia che la quantità di azoto che si libera dai tessuti in risalita è superiore al doppio del normale, allora vi segnala che dovete fermarvi per una tappa di sicurezza. Il computer verifica quale è la tappa più vicina alla superficie alla quale potete risalire: prima 3 metri, in subordine 6 metri, poi 9 metri, poi 12 metri ecc.
Le immersioni in curva di sicurezza sono calcolate in modo che per ogni profondità il tempo massimo di permanenza sul fondo sia tale che, una volta in superficie, nel nostro organismo ci siano al massimo 1600 millibar di azoto; in questo caso non sono necessarie tappe di decompressione. Oltre queste quantità di azoto, il computer non ci permette di risalire direttamente in superficie, altrimenti, in teoria, si formerebbero le bolle con il rischio di un incidente da decompressione.
1 commento:
Caro Bussola
In base alle mie modeste conoscenze, volevo rispondere all'articolo, contestando quanto scritto nel primo paragrafo:
Proprio in questi giorni, stò incominciando a studiare nuove nozioni per l'esame "deep" che terrò tra breve.
In un paragrafo che parla di "fase della discesa" viene sconsigliata una discesa rapida, per non rischiare possibili vertigini, perchè anche se si è compensato senza difficoltà, il bilanciamento dell'orecchio non è avvenuto in modo costante a causa del breve tempo di adattamento alla pressione e per aver compiuto pochi atti respiratori durante la veloce discesa.
Inoltre avendo compensato e quindi effettato momenti di apnea in fase di aumento di pressione, abbiamo avuto un eccessivo accumulo di CO2. Anche la brusca diminuzione della temperatura è un fattore negativo.
Insomma si consiglia di non superare i 22mt. al minuto (velocità max) per una corretta discesa!!
Ciao da ì Luce
:-)
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